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FAMIGLIA E LAVORO, I TEMI SALIENTI DELL'ASSEMBLEA DELLA CEI
La crisi economica sta condizionando il sistema dei valori chiedendo ulteriori sacrifici alle famiglie ed ai giovani


(25 Maggio 2010) - Si è aperta in questi giorni la 61ª Assemblea Generale della CEI. Nel corso della sua prolusione il Card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, si è soffermato sulle due realtà che la Conferenza Episcopale Italiana ritiene fondanti per la vita del cittadino italiano: la “famiglia” e il “lavoro”.

La famiglia va difesa e preservata quale crogiuolo di energia morale, capace di dare al nostro presente prospettive di vita. ‘Eppure – osserva Bagnasco – l’Italia sta andando verso un lento suicidio demografico: oltre il cinquanta per cento delle famiglie oggi è senza figli, e tra quelle che ne hanno quasi la metà ne contemplano uno solo, il resto due, e solamente il 5,1 delle famiglie ha tre o più di tre figli. […] Urge una politica che sia orientata ai figli, che voglia da subito farsi carico di un equilibrato ricambio generazionale’.  

Il Presidente della Cei si rivolge anche ai responsabili della politica italiana perché, proprio in questo momento di grande difficoltà economica e sociale, pongano in essere iniziative urgenti e incisive.

Il secondo punto vitale preso in esame dall’episcopato italiano è relativo al lavoro. I nostri giovani faticano a rintracciare un impiego. ‘È questo lavoro – prosegue Bagnasco – che spesso oggi latita, creando situazioni di disagio pesante nell’ambito delle famiglie giovani e meno giovani, in ogni regione d’Italia, e con indici decisamente allarmanti nel Meridione. Il lavoro, in sostanza, è tornato ad essere, dopo anni di ragionevoli speranze, una preoccupazione che angoscia e per la quale chiediamo un supplemento di sforzo e di cura all’intera classe dirigente del Paese: politici, imprenditori, banchieri e sindacalisti’.

Abbiamo a che fare con una crisi economica mondiale che si sta rivelando “tenace”. ‘Dinanzi a questo scenario – chiarisce il Presidente della CEI – non possiamo da parte nostra non chiedere ai responsabili di ogni parte politica di voler fare un passo in avanti, puntando come metodo ad un responsabile coinvolgimento di tutti nell’opera che si presenta sempre più ardua. I ruoli sono assegnati dalla libera determinazione dei cittadini, ma il concorso delle volontà in vista di risultati più efficaci è un obiettivo che va saggiamente e tenacemente perseguito. Lo pretende il rispetto che si deve ai cittadini’.

Una analisi, quella proposta dalla CEI, suggerita dalle recenti crisi politico-economiche emerse in alcuni paesi dell’Europa. ‘Si dice, tra l’altro, ­–  conclude Bagnasco – che l’uscita dalla crisi non significherà nuova occupazione, il che pare una ragione decisiva per procedere, senza ulteriori indugi, a riforme che producano crescita, mettere il più possibile in campo risorse che finanzino gli investimenti, in altre parole potenziare le piccole e medie industrie, metterle in rete anche sul piano decisionale, qualificare il settore della ricerca e quello turistico, potenziare l’agricoltura e l’artigianato, sveltire la distribuzione, facilitare il mondo cooperativistico. Bisogna cioè rinforzare i soggetti che meglio esprimono le qualità del territorio e più possono assorbire e rimotivare leve del lavoro’.

Un grido d’allarme, insomma, che speriamo qualcuno raccolga!



Michelangelo Nasca
25/05/2010

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