E’ stato presentato ieri a Parigi il progetto europeo Ho.pe in Station, un acronimo che sta per Homeless people in Station. Il progetto si propone di sviluppare una migliore conoscenza sul fenomeno dei senzatetto e delle linee di intervento omogenee, a partire da quelli che sono storicamente i loro luoghi di riparo, le stazioni.

(28-1-2010) Da sempre le stazioni sono state dei “non luoghi” dove i senza fissa dimora hanno cercato un riparo: un angolo o una panchina su cui passare la notte, stendendo qua e là qualche pezzo di cartone o le pagine di un vecchio giornale. Questo avviene quotidianamente nella maggior parte delle stazioni europee sotto gli occhi indifferenti, ormai abituati, di viaggiatori e pendolari.
“Lo straniero smarrito in un Paese che non conosce – dice Augè - si ritrova soltanto nell’anonimato delle autostrade, delle stazioni, dei grandi magazzini o delle catene alberghiere”.
Il progetto si propone di fare proprio di questa caratteristica delle stazioni un punto di forza, un valore aggiunto di questi luoghi. Le stazioni diventano il posto in cui è possibile tentare l’avvicinamento di queste realtà, in una prospettiva di inclusione sociale.
Il 2010 sarà l’anno della lotta alla povertà, l’attuale crisi economica ha indiscutibilmente influito sull’aumento della povertà e dell’emarginazione sociale, acutizzando ulteriormente un fenomeno, quello delle persone senza fissa dimora, che negli ultimi 20 anni non ha mai smesso di crescere.
Tuttavia, la fisionomia degli abitanti delle stazioni si è modificata nel corso degli anni, si sono aggiunti, sempre più numerosi, i migranti giunti nella vecchia Europa alla ricerca di condizioni di vita migliori Gente piena di speranza che ha lasciato alle proprie spalle guerre e povertà, per un pezzo di cartone buttato sul pavimento di una stazione.
Hope in Station si propone di estendere la sperimentazione del modello degli “Help Center”, già in uso nelle principali stazioni italiane, anche in Francia, in Germania e in Belgio. Il progetto coinvolge ben sette tra le principali stazioni europee, tra cui Roma Termini, la stazione dello Zoo di Berlino, Gare du Nord di Parigi, Bruxelles Centrale, la Spagna con Madrid, la Polonia con Varsavia e il Lussemburgo con la stazione della capitale.
Con il contributo di importanti istituti di ricerca europei (tra cui ISFORT) e associazioni come l’Agence Nouvelle des Solidarités Actives e FEANTSA si lavorerà per acquisire, diffondere e scambiare metodologie innovative e a partire dal 2011, si cercherà di avviare iniziative specifiche, mirate al reinserimento sociale delle persone disagiate.
Il progetto ha ricevuto un finanziamento di 350 mila euro proveniente dal programma Progress e prevede un cofinanziamento al 44%. Hope in Stations s’inserisce nella filosofia alla base della Carta Europea per lo sviluppo di iniziative sociali nelle stazioni, firmata dalle ferrovie italiane, francesi, belghe, lussemburghesi e polacche nell’ottobre 2008.
Anna Laura Casano
28/01/2010