Il programma di vaccinazioni messo in atto nei diversi paesi è stato una ''terapia placebo utilizzata su larga scala''

(7 Giugno 2010) - Ci sono voluti cinque mesi perchè con una posizione ufficiale, non animata soltanto da inchieste non istituzionali o dagli organi di stampa ed editoriali, si ammettesse che l'allarmismo sulla pandemia che ha tenuto banco per un anno intero la sanità degli stati nazionali, è stato ingiustificato. La gestione della pandemia H1N1 da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la valutazione scientifica dei rischi corsi a causa della nuova influenza, la corsa alla prevenzione attraverso i vaccini da parte delle istituzioni dell'Ue e dei governi nazionali hanno solo comportato un'ondata di panico globale, un ''enorme spreco di denaro pubblico'' e provocato ''timori e allarmi ingiustificati circa i rischi sanitari ai quali poteva essere esposta la popolazione europea.''
E' quanto emerso dal Rapporto della Commissione Affari sociali, Sanità e Famiglia dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, pubblicato venerdì scorso a Parigi. Il rapporto, che costituisce la prima posizione ufficiale supportata da dati obiettivi, è stato curato dal britannico Paul Flynn, con l'approvazione unanime della Commissione. A fine giugno si svolgerà in seduta plenaria, la discussione assembleare.
Sono state 179 milioni le dosi di vaccino acquistate nel mondo, a fronte delle 38 milioni di persone effettivamente immunizzate, con una percentuale -stando ai dati della European Medicines Agency- del 20% di dosi utilizzate. Per fare un esempio-tipo degli affari condotti con la pandemia, il Focetria della Novartis è stato distribuito in 36 milioni di dosi, mentre il Pandemrix della GlaxoSmithKline in 131,7 milioni di dosi. Sugli esiti del Rapporto, Flynn ha dichiarato che è ormai chiaro ''che la gravità della pandemia è stata largamente sopravvalutata dall'Oms, con una conseguente distorsione della valutazione delle priorità in materia di salute pubblica. Il britannico è andato oltre, sottolineando che la ''pandemia non è mai realmente esistita'', fino ad ammonire il ricorso alle vaccinazione da parte dell'OMS e degli stati nazionali.
La prevenzione con il programma di vaccinazioni è stata una ''terapia placebo utilizzata su larga scala''. Sotto accusa i decisori che hanno sottoscritto i contratti con le multinazionali. Si è assistito ad ''una grave mancanza di trasparenza'' nei confronti della opinione pubblica, dal momento che si è trattato in tutte le occasioni di utilizzare risorse dei contribuenti a favore della farmaceutica. Gioverebbe agli italiani conoscere le posizioni di Flynn sulle decisioni italiane, dal momento che nel nostro paese i processi decisionali hanno addirittura favorito la sola multinazionale farmaceutica svizzera Novartis.
La pandemia ce la ricorderemo nei prossimi decenni, rimarrà memoria negli annali come del primo Big Event della sanità, uno però di quei casi di cattive prassi nella comunicazione sanitaria che non andranno più replicati. Nella prevenzione primaria e nei processi decisionali pubblici l'interesse per la salute della popolazione ha lasciato il passo ai condizionamenti delle case farmaceutiche. Ricordiamo che i contratti sottoscritti con le multinazionali sono rimasti secretati per diversi mesi, così come sono rimasti nell'anonimato i componenti della commissione degli esperti che ha deliberato i diversi gradi di allerta, finalizzando l'esecutività dei piani di vaccinazione.
Globale, come la pandemia, è da intendere ora la crisi del rapporto di fiducia che intercorre tra i cittadini e la sanità centrale, ma anche la relazione di fiducia tra i medici di famiglia -che rimangono ancorati ad una posizione di frontiera che ha osteggiato la campagna per sei- e le istituzioni sanitarie. Ora non ci resta che aspettare, malgrado la prevenzione dei virus rimanga un affare serio della virologia, l'arrivo della prossima influenza o della nuova fase dell'H1N1, sperando che non si determini il gioco perverso della pecora e del lupo, degli scherzi del mercato e dei rischi veri per la salute.
Carlo Baiamonte
06/06/2010