Forse uno spiraglio per allontanare la supertassa

(5 Luglio 2010) - 'Politiche di contenimento dei costi della sanità pubblica', è ancora la parola d'ordine del management del nostro paese. Le situazioni critiche che interessano la spesa regionale sono ancora a carico del Lazio, della Campania, della Calabria e del Molise, ma dalla supertassa che andrebbe a gravare ancora di più sui conti degli enti locali, si può tornare indietro. ''Ci sono margini: ma bisogna dimostrare di aver saputo invertire la tendenza, anche tra sei, otto, dieci mesi'', così si esprime il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che lascia intravvedere uno spiraglio per una possibile marcia indietro in piena corsa sulla stangata sanitaria prevista con le maxi addizionali Irpef e Irap.
Questo però non significa che si risolveranno tutti i problemi della sanità regionale. Alcune regioni hanno fatto male e servirà un cambio di rotta politico e gestionale concreto contro la mala gestione e gli sprechi. I riferimenti sono soprattutto alle regioni meridionali, si salva però la sicilia, premiata per la programmazione della spesa portata avanti dall'Assessore Massimo Russo.
Fazio introduce anche un nuovo elemento progettuale nella politica della spesa sostenendo che il federalismo fiscale imporrà l'utilizzo di procedure di analisi e di valutazione disomogenee, per le diverse situazioni socio-sanitarie e per i differenti bisogni che presentano le comunità. Agli atti del Consiglio dei Ministri ha fatto così recepire la sua posizione contraria all'assunzione di parametri standard generalizzati con una determinazione della quota capitaria basata al 100% sull'età della popolazione.
Piuttosto bisognerà guardare agli indicatori di best practice per set di gruppi omogenei, rinunciando all'idea di operare le valutazioni su un unico pool di regioni. E sulla manovra finanziaria contesta la spalmatura dei risparmi applicata all'intera filiera del farmaco. Si invece all'abolizione delle aste sui generici.
Anna Laura Casano
04/07/2010