E' una neonata di appena una settimana e si è perso troppo tempo nel trasferimento da una struttura all'altra

(20 Luglio 2010) - Nel periodo dell'afa la Calabria si fa conoscere sempre, ci scuseranno i lettori, per due motivi ampiamente contrapposti: il mare bellissimo da una parte, la malasanità dall'altra. Una neonata muore in Calabria perché il reparto di ostetricia e ginecologia del suo paese è stato chiuso dal Nas nel 2009 e da allora nulla è accaduto perchè si ripristinasse il servizio. Nel caso specifico alla mancanza del reparto si aggiunge un'altra criticità, perché manca l’ambulanza, un mezzo che davamo per esistente e ovvio in tutte le aree territoriali - ma non più in tempi di tagli della spesa sanitaria -, e che qui ha segnato il decesso, la lotta col tempo. I malati calabresi nonostante la regione conti nella penisola il maggior numero di operatori sanitari assunti in strutture pubbliche, da sempre fuggono a gambe levate verso gli ospedali lombardi e romagnoli, un sistema di servizi che garantisce la salute e ti può salvare la vita.
Il fascicolo è stato accolto dalla procura di Rosarno, famosa per altri accaduti, sempre correlati alla salute, allo sfruttamento ed lla miseria, alla lesione dei diritti fondamentali, degli immigrati o dei molti residenti. Lì si vive di espedienti e di corruzione delle istiuzioni, dell'assenza dello stato, delle forze dell'ordine e degli ospedali.
Poco spazio si è dato sui media alla condizione della sanità calabrese, almeno partendo dal basso. Un semplice prelievo può mettere in difficoltà una struttura di pronto soccorso come si è registrato all'ospedale di Gioia Tauro, dove gli esami ematologici conoscono anche degli iter carovanieri. Ad esempio, il prelievo lo si può fare presso l'ambulatorio del Pronto Soccorso, ma verrà spedito presso altra struttura fuori comune, l'esito poi verrò faxato al PS di nuovo. Non parliamo poi di esami importanti come la mammografia o di esami cardiologici. Tempi biblici, da vecchio testamento (davvero devi fare il testamento per alcune patologie, conviene se sei in cura in un ospedale calabrese!) col privato che si ingozza.
Rossano così miete un'altra vittima, piccola, di appena una settimana: era nata il 13 luglio. Nella sanità calabrese ci sono inchieste importanti che coinvolgono gruppi di interesse e reparti, amministratori e assessori.
Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, sui casi che l'estate scorsa ad agosto avevano sbattuto in prima pagina la sanità calabrese, aveva alzato la voce e accusato l'apparato di ''gravissime disattenzioni da parte di medici e paramedici, di errori figli di incompetenza, distrazione o negligenza, mancanza di formazione o scarsità di riflessione sulle pratiche e terapie da attuare''. Da allora, con un lungo ed estenuante scarica barile tra i politici eletti nella regione, di destra e sinistra, sembra che nulla sia cambiato tranne che registrare ancora un altro e nuovo caso, a carico di una nuova vita che si affacciava appena, che aveva avuto la sfortuna di nascere ad Amendolara, nello ionio cosentino.
Daniele Greco 20/07/2010
|