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| LOCALITÀ ENARCHIA
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Precari inutili, il guaio è che i martiri dell'assistenzialismo lo sanno

(24 Luglio 2010) - Si mettono in cerchio, cercano l'anima collettiva che è andata in pezzi da tempo, cantano gonfiandosi vaporosamente il petto. Si sono ingannati e sono stati ingannati. Rivendicano le loro giornate, le loro mesate, le ferie ritardate, le speranze raccomandate, i precari degli enti locali che non hanno mai negato di trovarsi in quel posto perché raccomandati singolarmente o collettivamente.
A cuore pieno meritano tutto il rispetto e la solidarietà possibile, ma è pur vero
che è falso affermare che essi producano qualcosa di utile perché non sono stati contrattualizzati in base ad un Piano Industriale che è l'unico strumento che dimostra l'utilità del personale, né la loro professionalità è stata validata attraverso concorsi pubblici. Sono stati messi là e qua strategicamente e periodicamente rimescolati come un mazzo di carte affollate.
Il precariato è universalmente riconosciuto come un fenomeno meridionale, frutto di una politica clientelare del ceto politico che da quarant'anni a questa parte a questa ha prodotto frutti acerbi e amari assai in Sicilia. Priva di organizzazione ed efficienza; priva di una selezione dei migliori e più preparati; incapace di realizzare procedure che prevedano provvedimenti in tempi brevi e certi; senza la forza professionale di modernizzarsi rapidamente informatizzando tutte le strutture e le procedure, la burocrazia regionale è una grande nave che occupa ventimila persone senza un porto di destinazione, quindi, senza una rotta in balia delle correnti. Limitata. Zavorrata. Incaponita su una rotta incagliata. A bordo nessuna intelligenza sfoggiante ne stratega strabiliante, una ciurma di questuanti e qualche corsaro volante.
Occorre una grande fantasia per invocare l'Enarchia, l'Elite della grande competenza che governa con saggezza e uguaglia chichessia. In particolare coloro che non hanno avuto la fortuna di diventare precari sono rimasti disoccupati: che non sono stati salvati dal maxiemendamento ( Lombardo, il governatore, si è giocato peli e capelli senza dare tregua a quelli del continente che l'hanno considerato uno sconsiderato complessato che corre a piangere quando è contrariato mentre, adesso gongola come un bracco liberatosi da un cattivo padrone) che proroga di dodici mesi, ancora, la scadenza del contratto perché non l'hanno mai avuto. Eppure secondo l'articolo 3 della Costituzione, tutti i cittadini precari e disoccupati devono essere trattati allo stesso modo, senza privilegi per alcuni e danni per altri e allora? Meritocrazia o burocrazia? Burocrazia e meritocrazia? Meritocrazia con Democrazia senza Burocrazia?
Esiste risposta che valga?
Odette Miceli 24/07/2010
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