Premio Lorenzo Vecchio a “Habibi”, produzione italo-libanese sul tema dei bambini e della guerra

(27 Luglio 2010) - La nona edizione di Magma – mostra di cinema breve è giunta alla sua conclusione domenica scorsa con l’assegnazione dei premi nell'ambito del concorso internazionale di cortometraggi.
“Per la vitalità incontenibile rappresentata con stile sicuro e grande direzione d’attori: mine antiuomo e bambini giocosi, sogni di libertà infranti, odiose barriere”. Con questa motivazione la giuria del festival ha assegnato il Premio Lorenzo Vecchio a Habibi, produzione italo-libanese del regista italiano Davide Del Degan. Il corto racconta il viaggio attraverso i ricordi di un uomo che ritorna bambino.
La giuria, presieduta dal montatore Roberto Perpignani e composta dal produttore Andrea De Micheli e dalla giornalista Marina Sanna, ha inoltre assegnato quattro menzioni speciali, una per ogni sezione del concorso. Migliore corto narrativo è stato proclamato il francese La Carte, di Stefan Le Lay, storia di un ragazzo che vive in una cartolina a colori ma si innamora di una ragazza che vive in una cartolina in bianco e nero. Comedy fresca - lo ha descritto la giuria - divertente, romantica e spettacolare come un tramonto in cartolina. Vivere a colori, sognando in bianco e nero.
Mille giorni di Vito, della regista italiana Elisabetta Pandimiglio, ha ottenuto la menzione come miglior documentario, rappresentando la vita del figlio di una detenuta, costretto a vivere in carcere senza aver mai commesso reati. Il primo giorno di libertà dopo mille in galera, passati a crescere tra le sbarre si legge nella motivazione espressa dalla giuria, che ha ammirato le sequenze impressioniste di un documentario toccante su una realtà insopportabile.
Migliori corti di animazione sono stati proclamati ex aequo Teclòpolis, dell'argentino Javier Mrad, ''sapiente - ha dichiarato la giuria riferendosi alla tecnica di realizzazione - con tocchi di autentica poesia, un’ondata d’invenzioni che anima un mondo di oggetti trasfigurati da un amore impossibile, e Il pianeta perfetto dell'italiano Astutillo Smeriglia, un Flash acuto, brillante e sempre corrosivo, in linea con lo pseudonimo del blogger: Astutillo. Se l’universo è infinito, c’è un pianeta perfetto - ha aggiunto la giuria rifacendosi alla trama del cortometraggio - dove le Variazioni Goldberg non possono essere suonate senza abbellimenti e per punizione si può essere esiliati sulla Terra.
La menzione per il miglior corto sperimentale è andata al croato Plakatkino, di Goran Trbuljak, con la seguente motivazione: la pubblicità esterna ha una vita interna ricca di linguaggi espressivi, dal collage ai graffiti. L’audience distratto dei passanti non se ne avvede, ma l’occhio dell’autore ce la fa scoprire.
Oltre a due menzioni speciali, il Premio Lorenzo Vecchio va quest'anno per la prima volta a un'opera italiana (da quando è stato istituito nel 2005, dopo la scomparsa del fondatore e direttore artistico di Magma, è stato sempre assegnato a corti stranieri). Un bilancio complessivo che riconosce al nostro paese il merito di una produzione qualitativamente elevata nel formato breve, considerato il numero e la provenienza dei corti pervenuti in fase di selezione: 513 lavori da 48 paesi del mondo.
La selezione è stata di notevole qualità - ha dichiarato il presidente di giuria Roberto Perpignani - e ha confermato il valore del cinema breve. La libertà consentita da tale formato permette di focalizzare tanto i temi quanto i linguaggi in una visione evolutiva dello sguardo.
Il mio corto voleva parlare del modo in cui viene influenzata la vita dei bambini che crescono nei territori di guerra - ha spiegato Davide Del Degan ritirando il Premio Lorenzo Vecchio - e lo voleva fare senza riferimenti temporali e geografici precisi, per parlare di tutte le guerre. Mi sento onorato - ha aggiunto il regista di Habibi - soprattutto alla luce della lunga selezione che il festival Magma ha effettuato su centinaia di cortometraggi internazionali. Ricevere il premio ad Acireale è poi particolarmente importante - ha concluso - perché una persona che ha dato un contributo unico al progetto, dal punto di vista artistico e umano, è il catanese Claudio Castrogiovanni, uno dei tre protagonisti.
Daniele Greco
27/07/2010